
Tra il 1265 e il 1327 — gli anni di Dante — Bologna è uno dei laboratori più vivaci della poesia italiana delle Origini. Accanto ai versi tramandati dai grandi canzonieri, la città conserva qualcosa di raro: frammenti di poesia annotati sui registri pubblici dai notai, tracce fuggevoli di una lirica che circolava, si copiava, si leggeva ad alta voce.
Questo progetto studia la poesia bolognese medievale e il modo in cui i testi lirici in volgare venivano scritti, copiati e fruiti in città. Ne censisce le fonti, ne digitalizza i testimoni, ne ricostruisce gli autori e i copisti: poeti, notai, cultori di poesia, restituiti ai loro luoghi e ai loro anni.
Dal diario
Tutti gli aggiornamenti del diario




